Le Grotte Sotterranee

L'asse Via Cattaneo/ Via Pascoli è diffusamente e fittamente interessato dal fenomeno, peraltro noto in Romagna e nelle Marche, così come in molte altre regioni italiane, adriatiche e non, delle gallerie sotterranee; si tratta di strutture ipogee le più antiche delle quali, a Cattolica, appartengono alla seconda metà del '500, proseguendo poi fino almeno a tutto il XIX secolo. La struttura di base si fonda su uno schema a corridoio centrale lungo il quale, disposte a pettine o a croce, si affacciano alcune nicchie laterali; pur osservando una buona aderenza a tale modulo, si registrano tuttavia alcune varianti, sia riguardo alle dimensioni, sia rispetto allo sviluppo della planimetria.

A Cattolica tutte le gallerie note sono scavate nell'argilla; pareti e soffitto, con volte a botte o a crociera, sono poi rivestite in laterizi che conferiscono al paramento una discreta regolarità e continuità. Le gallerie di via Pascoli/via Cattaneo, distribuite su entrambi i lati della strada, sono: Galleria Paparoni, la più famosa e interessante; Galleria Cerri; Galleria Verni; Rocca Malatestiana; Galleria Talacchi; Galleria “Maestre Pie”; Galleria Marchini; Galleria Cecchi; Galleria Ubalducci; Galleria San Pio V; via 24 Maggio.

Galleria Paparoni
Ubicata in Via Cattaneo, ricade sotto un immobile forse da identificare con l'edificio di cui faceva parte l'osteria “San Marco”, la cui prima notizia risale al 1557. Attraverso un lungo e stretto corridoio in discesa che corre parallelo a Via Cattaneo e che si innesta in un altro corridoio a quello ortogonale, su cui si affacciano sei bracci a terminazione semicircolare, si giunge ad una sala ottagona con pilastro centrale, su cui si aprono altri sette bracci; l'ottavo braccio è rappresentato da uno stretto passaggio che piega a gomito e che costituisce la via obbligata per giungere alla sala centrale. La copertura, con volte a vela e a crociera, le caratteristiche architettoniche complessive, la singolarità della planimetria fanno di questa galleria un esempio di grande architettura, che è sembrata poco adatta ad una semplice cantina; ma ad oggi non se ne conoscono altri o differenti impieghi. La sala ottagona, che meno forse sopporterebbe il carico di un edificio soprastante, ricade sotto un'area aperta e ciò deve avere certamente consentito a chi l'ha realizzata un maggiore ardimento nella tessitura degli spazi e nell'equilibrio tra pieni e vuoti.