Galleria Santa Croce

L’edificio è entrato a far parte del patrimonio del Comune di Cattolica a seguito dell’incameramento dei beni dei disciolti E.C.A (Ente Carità e Assistenza). La piccola chiesa di S.Croce e l’antico Hospitale de Pellegrini infatti erano di proprietà della Congregazione di Carità di Rimini. La Galleria è un ex oratorio costruito probabilmente alla fine del ‘500 annesso al complesso sorto nel 1583 denominato Ospedale dei Pellegrini e destinato a dare ricovero e cura ai viandanti e ai malati in transito lungo la consolare Flaminia. La chiesa venne sconsacrata nel corso del XIX secolo e fatta oggetto di trasformazioni per nuove emergenze d’uso. Il restauro conservativo a cui è stata sottoposta nel 1980 ha restituito le forme originarie, in particolare il portale demolito all’inizio del ‘900.

Essa presenta esternamente una pregevole facciata con forme derivanti da un’impostazione manierista. Al suo interno sopra l’altare maggiore era collocata una pregevole pala d’altare rappresentante una crocefissione della fine del XVII (oggi conservata nella vicina chiesa di S.Apollinare). La chiesetta dal 1980 è sede per mostre e piccole esposizioni; prospetta con l’ingresso principale su Via Pascoli e nella parte posteriore si affaccia con una piccola area cortilizia sul vicolo Lavatoio.

L'Oratorio di S.Croce
Accanto al fabbricato dell'Ospedale dei Pellegrini, fu eretta alla fine del '500 la chiesa di S.Croce. Sconsacrata nell'Ottocento e oggetto di radicali trasformazioni all'inizio del '900 presenta una pregevole facciata. Il piccolo oratorio di S.Croce, conosciuto anche come Chiesa dell‘Ospedale, pare che esercitasse le sue funzioni liturgiche solo dopo il 1621, ma è probabile che la sua erezione fosse di poco successiva alla creazione dell’Ospedale dei Pellegrini a cui era annesso, cioè tra la fine del ‘500 e il primo decennio del ‘600. Le funzioni caritative ed assistenziali destinate ai malati e ai viandanti di passaggio lungo la via Flaminia e ai pellegrini diretti a Roma e a Loreto erano prerogativa e fine dell’Ospedale. Nell’Oratorio si venerava un’antica reliquia della S.Croce. Alla piccola chiesa era collegata anche la Confraternita del SS.Crocifisso, operante sino alla seconda metà del XIX secolo; il 3 maggio vi si celebrava la liturgia della Festa dell’Invenzione ed esaltazione della Santa Croce. Essa commemorava il ritrovamento (inventio) della vera croce sepolta sotto il Tempio di Venere eretto sul Calvario da Adriano. All’interno dell’Oratorio, costituito da un unico vano, si trovava sull’altar maggiore un quadro raffigurante la Crocifissione, che sostituì una tela più vecchia presente nella chiesa raffigurante sempre Cristo Crocifisso con Maria Maddalena e i Santi Giovanni e Francesco. Il tema della crocifissione rispecchiava le esigenze di una religiosità controriformata, all’apice attorno alla metà del ‘600, e ben si addiceva al luogo e alla devozione del composito universo degli umili e dei malati che vi gravitava.

Ospitale dei Pellegrini
Sorta lungo la Flaminia, a metà strada tra Rimini e Pesaro, Cattolica sin dalle sue origini fu presumibilmente luogo di passaggio e di sosta di viaggiatori, viandanti, merci. In relazione a questo suo ruolo fortemente itinerario, già dalla fine del '200 era stato probabilmente attivo un ospedale per i pellegrini; ma il nuovo e più noto Hospitale Peregrinorum risale alla fine del '500 quando, grazie all'intercessione del Vescovo di Rimini Giovan Battista Castelli, nel 1579 papa Gregorio XIII consentiva con una bolla la soppressione dei piccoli ospitali sparsi nella diocesi riminese e la fondazione di un nuovo Hospitale presso la Cattolica. La costruzione fu avviata nel 1584: dell'organizzazione interna, sappiamo che esso era dotato di 10 posti letto per gli uomini, 4 per le donne e, delle altre tre stanze per la notte, una era riservata ai preti pellegrini; c'erano ancora una grande cucina e una stanza anch'essa riscaldata da un camino e dotata di panche intorno al camino medesimo. L'Ospedale rimase attivo fino alla prima metà del XIX secolo quando, alienato nel 1839 alla Deputazione Provinciale di Forlì, fu definitivamente trasformato in caserma, divenendo poi sede della Caserma dei Carabinieri: l'intervento di ristrutturazione del 1931 quale sede idonea alla Caserma determinò la creazione di un ulteriore piano, la radicale trasformazione della facciata e interventi che ne modificarono profondamente il volto complessivo. Dal 2000, a seguito di restauri e ristrutturazioni, è divenuto sede del Museo della Regina.