La Chiesa di Sant'Apollinare

Ad una pergamena ravennate della fine del ‘200 risale la più antica menzione di un luogo di culto all’interno dell’abitato del castrum di Cattolica, ma la prima esplicita citazione di una chiesa dedicata a Sant’Apollinare è del 1313. Nel 1511, Papa Giulio II concesse la chiesa all’Abbazia di San Vitale, così che per quasi tutto il secolo (fino al 1592) essa venne retta dai monaci benedettini.

Successivamente, subentrarono i monaci dell’Ordine dei Serviti e, quindi, i Padri Carmelitani che la lasciarono nel 1653 a seguito della soppressione, da parte della Chiesa di Roma e del suo Papa Innocenzo X, dei piccoli conventi; tornata nuovamente ai benedettini, essi la ressero fino al 1797; ma già nella seconda metà del ‘500 il vescovo riminese Castelli aveva trasferito a Sant’Apollinare la cura dell’antica pieve di San Giorgio in Conca.

Dal punto di vista architettonico, Sant’Apollinare subì importanti restauri nel 1578 e ancora due secoli dopo nel 1782 ad opera dell’architetto riminese Gaetano Cupioli; nel 1795 fu eretto il campanile, oggetto di un recentissimo restauro.

All’interno della Chiesa è una tela con Gesù Crocifisso, insigne esempio del barocco nella Valconca, presumibilmente facente parte, in origine, degli arredi sacri dell’oratorio di Santa Croce. Il dipinto, ritenuto da P.G.Pasini di area veneta e datato al 1660 circa, è stato attribuito dallo stesso critico a Giovan Battista Langetti, di cui peraltro è noto un altro dipinto a Rimini, attualmente conservato presso il Museo della Città.