Borgo Medievale e Via Flaminia

Tra XV e XVI secolo il perimetro del borgo, stretto tra un fossato e un terrapieno sia a monte che a mare, delimita un modesto sviluppo urbano allineato sulla strada, fatto di case e casupole, ma un nucleo nel quale sono anche concentrati gli edifici più rappresentativi del potere religioso e civile, S.ApolIinare e la Rocca. Sui due lati degli edifici principali erano le botteghe e le osterie, con gli stallatici che spesso occupavano il fronte opposto e, attorno, un reticolo di vicoli e androni: all'inizio la Campana, poi la Stella, che ospitò anche l'Ufficio di Posta, la Corona, l'Angelo, il San Giorgio; nel corso del XVI secolo compaiono le insegne de il Leone, l' Oliva, la Luna, la Ruota, il San Marco, il Giglio, il Pellegrino, il Biscione, il Giglio d'Oro e di molte altre ancora. Attorno alle figure degli osti-locandieri e delle ostesse gravitava una fiorente economia 'di passo', composta di servizi in cui tutta la comunità partecipava attivamente in favore dei bisogni del viaggiatore : maniscalchi, sellai, stallieri, carradori, vetturini, mulattieri. Il borgo di Cattolica fu per tutta l'età moderna una tappa frequentata dalla varia umanità che spesso affollava e percorreva le impervie e pericolose strade dell'epoca, fatta da mendicanti e pellegrini, dame e condottieri, soldati e banditi, principi e papi.

Alla topografia originaria del borgo si saldò presto un'ulteriore appendice urbana a sviluppo lineare sull'asse della Flaminia. Verso occidente con i quartieri prevalentemente abitati da pescatori e vetturini e sulla direttrice di Pesaro nell'area denominata le Casette. Alle prime locande, che si distinguono per essere fabbricati isolati, dotati di cortile interno o androne centrale e circondati da orti, si sostituirono, a partire dal '600, complessi dalla tipologia a schiera.

E' in questo periodo che si avvertì l'urgenza di attivare anche un luogo assistenziale per questo 'loco di gran passo' : nascerà l'Ospedale dei Pellegrini, successivamente accompagnato da un piccolo Oratorio. Ascrivibile a quegli anni (1583) è anche il piano di fortificazione del borgo, con cinta bastionata, fossati e la creazione delle due porte a tre fornici, che tuttavia non fu portato a compimento.

Tra XVII e XVIII secolo l'impianto urbano mantenne una coerente saldezza attorno al nucleo originario; gli unici interventi pubblici di rilievo furono la ristrutturazione della chiesa di S.Apollinare nel 1782 e la successiva creazione del campanile. Il borgo cominciò a trasformarsi e ad ampliarsi nel corso del XIX secolo, la nascita della nuova 'bretella', la cosiddetta 'strada nuova' tracciata su progetto di Maurizio Brighenti nel 1836, che aggirando l'ultimo faticoso tratto della strada postale rendeva più facile l'accesso ai mezzi rotabili e ai maestri di posta. Nel punto di incrocio tra vecchio e nuovo asse stradale si creò una piazza allungata delimitata dai portici cinquecenteschi dalla parte del vecchio abitato, mentre sull'altro lato erano le nuove case a schiera. La via XX settembre dalla seconda metà dell'Ottocento divenne assieme alla Piazza maggiore (poi Luigi Ferrari) il fulcro urbano ed il punto nevralgico per le attività commerciali e per la vita del borgo; in questo tratto si concentravano le 'Osterie con uso di cucina' e anche numerosi caffè. La nuova parrocchiale S.Pio V, iniziata sotto il pontificato di Pio IX (1859), fu portata a termine nel 1870. Nella prima metà del '900 Cattolica è ormai in piena trasformazione; nel 1914 fu eretta la Residenza Municipale e nel 1925 si avviarono i lavori per la costruzione del nuovo Mercato Coperto. Per quanto il centro urbano antico sia ancora racchiuso in una sorta di isola a forma di triangolo, è ad esso che si raccordano i nuovi quartieri periferici che seguono la direttrice della Flaminia, la 'strada nuova' verso sud e i nuovi quartieri residenziali della marina.

Attorno al 220 a.C. inizia la costruzione di una delle più antiche vie consolari romane, la Via Flaminia appunto, che congiungeva Roma a Rimini e dunque le due sponde, tirrenica e adriatica; il suo percorso seguiva la valle del Tevere e, dopo aver valicato il passo della Scheggia, raggiunto l'Adriatico là dove quasi certamente già esisteva il Fanum della Fortuna (l'attuale Fano), seguiva la linea di costa fino ad Ariminum.

Una antica pista preistorica, che aveva permesso il collegamento di Roma con la Pianura Padana e con l'Italia settentrionale, fu con ogni probabilità il sedimento su cui venne impostata la nuova arteria, realizzata e portata a compimento nell'arco di pochissimi anni; al momento della sua costruzione, nel tratto che attraversa l'attuale Cattolica, circa coincidente con l'asse Via Pascoli / Via Cattaneo, non doveva ancora esistere un insediamento stabile.

Verso il tardo I sec. a.C. o agli inizi del I sec. d.C., in corrispondenza dei grandi e consistenti interventi di restauro attuati dall'imperatore Augusto (le fonti citano il 27 a.C.), sorse o si sviluppò il piccolo agglomerato di costruzioni costituito da residenze private e, forse, da una mansio, vale a dire una stazione di sosta per i viaggiatori, lungo l'attuale Via Cattaneo. Seppure con fasi di fortuna alterne, la Flaminia ha mantenuto anche nei secoli successivi il proprio fondamentale ruolo itinerario e strategico; rimasta aperta per tutto il Medioevo, fu letteralmente riscoperta in età moderna; nel 1500, Cattolica era nota come “luogo di gran passo”, contrassegnato da osterie e da luoghi di accoglienza per i viandanti compreso, alla fine del 1500, un Ospitale per i pellegrini, che punteggiavano il centro storico.